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	<title>Enotria on wine</title>
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	<description>Mestiere per piacere</description>
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		<title>A TUTTO TONNO</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 10:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sei un tonno! potrebbe essere anche un complimento.
Bellissimi pesci che con la loro forma ovaloide e allungata, aerodinamica, manco fosse disegnata da Pininfarina, filano a folle velocità in tutti i mari del mondo.
Forti, con potenti pettorali, eleganti nel loro vestito grigio argento, da cui lampeggiano riflessi blu o neri. Pescato fin dall’antichità dallo Stretto dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/03/tonno2.JPG.jpeg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/03/tonno2.JPG-300x162.jpg" alt="" title="tonno2.JPG" width="300" height="162" class="aligncenter size-medium wp-image-807" /></a></div>
<div align="center"><strong><em>Sei un tonno! potrebbe essere anche un complimento.</strong></em></div>
<p>Bellissimi pesci che con la loro forma ovaloide e allungata, aerodinamica, manco fosse disegnata da Pininfarina, filano a folle velocità in tutti i mari del mondo.<br />
Forti, con potenti pettorali, eleganti nel loro vestito grigio argento, da cui lampeggiano riflessi blu o neri. Pescato fin dall’antichità dallo Stretto dei Dardanelli, l’Ellesponto dei persiani, fino a Gibilterra, oggi questi pesci mediterranei subiscono l’attenzione e l’apprezzamento dei nipponici.<br />
Ora inizia la stagione e i primi tonni al largo di Trapani sono arrivati ai mercati.<br />
E anche sulla nostra tavola!</p>
<div align="center">
<p>A TUTTO TONNO!<br />
giovedì 18 marzo<br />
ore 20:30</p>
<p>TARTARA DI TONNO<br />
Prosecco di Valdobbiadene</p>
<p>PACCHERI DI GRAGNANO SUL RAGU DI TONNO<br />
Acquagiusta Vermentino di Castiglione della Pescaia</p>
<p>BISTECCA DI TONNO A TAGLIATA, con CAPONATA DI VERDURE<br />
Martin Kerpen Riesling Wehlener Sonnenuhr Spätlese Trocken</p>
<p>CREMA BAVARESE<br />
Muscat de Rivesaltes</p>
<p>tonni limitati, prenotazione necessaria<br />
Vi aspettiamo!<br />
Gilda e Maurizio di Enotria</p>
<p>e ricordate, non guidate che dovete bere!<br />
<a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/03/tonno2.jpg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/03/tonno2-300x128.jpg" alt="" title="tonno2" width="300" height="128" class="aligncenter size-medium wp-image-808" /></a></p>
</div>
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		<title>TUTTE LE TRIPPE DEL MONDO!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 22:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le cronache parlano delle “trippe” già nel Quattrocento, raccontando di botteghe fumose, a pochi passi dall’Arno, dove si bollivano e si vendevano le interiora per pochi centesimi.
A quei tempi la parola “fame” aveva un significato; trippa e lampredotto rappresentavano una concreta risposta ai brontolii dello stomaco. Proteine a buon mercato che il popolino nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/03/200px-12-alimenticarni_bovineTaccuino_Sanitatis_Casanatense_418.jpg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/03/200px-12-alimenticarni_bovineTaccuino_Sanitatis_Casanatense_418.jpg" alt="" title="200px-12-alimenti,carni_bovine,Taccuino_Sanitatis,_Casanatense_418" width="200" height="218" class="alignleft size-full wp-image-801" /></a><br />
Le cronache parlano delle “trippe” già nel Quattrocento, raccontando di botteghe fumose, a pochi passi dall’Arno, dove si bollivano e si vendevano le interiora per pochi centesimi.<br />
A quei tempi la parola “fame” aveva un significato; trippa e lampredotto rappresentavano una concreta risposta ai brontolii dello stomaco. Proteine a buon mercato che il popolino nel corso dei secoli rese più appetibili e gustose elaborando ricette fantasiose.<br />
Ma anche in Lombardia, a Roma al Testaccio la trippa è regina delle tavole popolari.<br />
Poi i nostri vanno in giro per il mondo e influenzano anche le cucine locali.<br />
El mondongo diventa la sintesi della trippa in SudAmerica.<br />
A Firenze, un discorso a parte meritano trippa e lampredotto.<br />
«Quelle trippe che a nominarle io vengo meno», scriveva Francesco Becucci,<br />
detto il Coppetta, nel suo libro In lode dell’Hosteria. Vecchie osterie fiorentine dai nomi pittoreschi come “Beppe Sudicio”, “Gigi Porco”, che esponevano menu ante litteram, cartelli alla semplice, scritti a zampa di gallina su carta gialla: «Venerdì-baccalà e Sabato-trippa». Un piatto di trippa e zampa te lo serviranno sempre, così gustoso che a suo tempo scriveva Pietro Aretino: «Io credo che l’autore di tal cose sia un fiorentino […] loro han capito tutti i punti con che la cocina invoglia lo svogliato».</p>
<div align="center">TUTTE LE TRIPPE DEL MONDO</p>
<p>giovedì 11 marzo<br />
ore 20,30</p>
<p>Insalatina di centopelle, scoltellato e ravanelli<br />
Cremant de Jura, Blanc de Blanc,  Francia</p>
<p>Risotto sul Lampredotto<br />
Caprandole sangiovese di Toscana<br />
TRILOGIA DELLA TRIPPA</p>
<p>Busecca milanese, Trippa alla romana, Mondongo rioplatense<br />
Bonarda vivace dell’OltrePò pavese, Lombardia</p>
<p>Semifreddo<br />
Zibibbo di Pantelleria</p>
<p>e ricordate, non guidate che dovete bere!</p>
<p>vi aspettiamo Gilda e Maurizio di Enotria</p></div>
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		<title>QUE VIVA CHILE!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 13:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 4 marzo
Ore 20:30
VIVA CHILE, SEGUNDA!
Oramai un classico delle Prove di Gusto.
Il Chile, con i suoi vini di grande qualità, ha guadagnato un posto rilevante nel panorama vinicolo mondiale, arrivando addirittura a piazzare un vino tra i migliori del mondo due anni fa&#8217; e un finalista tra i cinque rossi che a Roma sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/03/CHILEFOTO1.jpg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/03/CHILEFOTO1-176x300.jpg" alt="" title="CHILEFOTO" width="176" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-797" /></a>Giovedì 4 marzo<br />
Ore 20:30</p>
<p>VIVA CHILE, SEGUNDA!</p>
<p>Oramai un classico delle Prove di Gusto.<br />
Il Chile, con i suoi vini di grande qualità, ha guadagnato un posto rilevante nel panorama vinicolo mondiale, arrivando addirittura a piazzare un vino tra i migliori del mondo due anni fa&#8217; e un finalista tra i cinque rossi che a Roma sono stati scelti dalla sommelerie internazionale.<br />
Una realtà vinicola fatta da produttori vocati alla ricerca della qualità e che spesso allevano i loro vini in terreni dove prima non c’era stato segno di umana presenza. Il Chile, protetto dalla Cordillera e con l’aiuto di quella grande distesa di acqua che è il Pacifico, complice la sua estensione di oltre quattromila chilometri, vanta una varietà di microclimi diversi e atti a distinte coltivazioni. La patata, il maize, i peperoncini ci arrivano da queste montagne. Anche la Quinoa, venerata e chiamata dagli Inca “chisiya mama”, madre di tutti i semi è antico cereale pre-andino, ricco di sostanze proteiche, fibre e minerali.</p>
<p>Stasera potremo gustare i vini cileni e assaporare i piatti della tradizione cilena e andina. dunque:</p>
<div align="center">QUE VIVA CHILE!</p>
<p>CAMARONES A LOS TRE CHILES CON TORTILLA DE MAIS<br />
SAUVIGNON BLANC VIU MANENT  San Carlos de Cunaco, Colchagua</p>
<p>TIMBAL DE QUINOA CON VERDURAS<br />
PINOT NERO Reserva Valle de Casablanca</p>
<p>CAZUELA DE VACA CON CHUCHOCA<br />
MALBECH RESERVA  San Carlos de Cunaco, Colchagua</p>
<p>ALFAJORES CON DULCE DE MEMBRILLO<br />
LATE HARVEST SEMILLON y GEWURZTRAMINER<br />
Casa Silva, Colchagua</p>
<p>y recuerda, non tomes, que tienes que manejar!<br />
Vi aspettiamo!<br />
Gilda e Maurizio</p>
<p>Glossario:<br />
Camarones &#8211; gamberi<br />
Quinoa &#8211; pianta erbacea, si consumano i semi secchi<br />
cazuela &#8211; sorta di spezzatino<br />
chuchoca &#8211; farina di granturco grossa<br />
alfajores &#8211; se venite, vedrete!</p>
<p>PS<em>  programmata in calendario delle nostre Prove da tempo, vogliamo in questo modo rendere omaggio ai nostri amici cileni elevando una preghiera anche per tutti quelli che non sono più su questa bellissima terra.</em></div>
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		<title>SANTIAGO DE COMPOSTELA</title>
		<link>http://enotriawine.simplicissimus.it/2010/02/24/santiago-de-compostela/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 19:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Che dico]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è concluso oggi il Forum Gastronomico 201 di Santiago de Compostela,.
Esperti vinicoli si sono incontrati per parlare del futuro del vino.
È possibile raggiungere il palato di tutti i consumatori e accontentarli, senza tradire l’identità vinicola di ogni singola regione?
È necessario uniformare l’uva per avere successo nel mercato globale?
E ancora l’obbiettivo delle case vinicole è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/vino_debate.jpg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/vino_debate.jpg" alt="" title="vino_debate" width="340" height="189" class="alignleft size-full wp-image-791" /></a>Si è concluso oggi il Forum Gastronomico 201 di Santiago de Compostela,.<br />
Esperti vinicoli si sono incontrati per parlare del futuro del vino.<br />
È possibile raggiungere il palato di tutti i consumatori e accontentarli, senza tradire l’identità vinicola di ogni singola regione?<br />
È necessario uniformare l’uva per avere successo nel mercato globale?<br />
E ancora l’obbiettivo delle case vinicole è di produrre vini semplici, di facile beva e commerciali?<br />
Questo sono le domande che si sono posti i partecipanti al Forum Gastronomico Internacional de Santiago de Compostela.<br />
A provocare il dibattito quattro esperti del panorama vinicolo:<br />
La sociologa e direttore di <a href="http://www.iberwine.es/">Iberwine</a> Cristina Alcalá con il compito di moderatore, l’enologo Ignacio de Miguel, consulente di circa venti aziende vinicole in Spagna; César Ruiz, enologo e sommelier, direttore della rete di distribuzione Alma Vinos Unicos un selezionatore spagnolo molto attento alla qualità del vino e infine la scrittrice iuessei <a href="http://www.alicefeiring.com/">Alice Feiring</a>, contraria al “pensiero unico” della critica a livello internazionale e che in Spagna tra poco pubblicherà l’ironico libro “ La battaglia per il vino e per l’amore ovvero Come ho salvato il mondo dalla parkerizzazione” Secondo Alice si è creato e generalizzato un “gusto commerciale” e anche “che abbiamo tutta la tecnologia per cambiare il mercato del vino”.<br />
Feiring  sostiene che “i produttori s&#8217;impegnano a produrre vini che attraggono i critici”.<br />
Secondo De Miguel “non ci dovrebbe essere rivalità tra i vini che piace a molta gente e quel vino che nasce dalla personalità del terroir”.<br />
Il problema sottolinea César Ruiz è che i gusti dei consumatori sono troppo “pilotati”, sia dal settore del marketing che dal lavoro in cantina. L’80% del vino in Spagna, afferma Ruiz, viene prodotto con uva Tempranillo (anche in Toscana verrebbe da dire! n.m.).<br />
Il gusto tipico generale, che prima si rivolgeva alla Rioja per rifornirsi, oggi seguono le mode: chardonnay, cabernet sauvignon, merlot e petit verdot. Uve queste che sono state messe a dimora in più di mezzo mondo vinicolo.<br />
“Le mode dei vini globalizzati annullano le identità autoctone” è opinione de Ruiz a cui si accoda anche la Feiring dicendo “che dobbiamo difendere il carattere regionale dei vini” Per De Miguel, non sempre l’uva autoctona è sinonimo di qualità di un buon vino “scommetto più sulla personalità del terroir”.<br />
Non c’è accordo tra i partecipanti su cosa influisca di più nel risultato finale di un vino: se il terroir, il clima, la varietà d’uva impiegata o la mano dell’enologo.<br />
Ma tutti i partecipanti difendono la qualità dei vini artigianali, con qualche sfumature moderna.<br />
De Miguel difende il valore della tecnologia applicata in cantina per “poter raggiungere tutti i palati”, mentre Ruiz e Feiring rifiutano il vino come “bibita”.<br />
Feiring farebbe  meno di tutti gli additivi che possono comporre un vino “moderno” e che offuscano il carattere naturale del vino stesso.<br />
I vini standardizzati, globalizzati,  impediscono al vasto pubblico dei consumatori ad avvicinarsi a esperienze particolari di colori, profumi e sapori differenti.<br />
Non sempre il miglior vino è quello che piace a tutti, concludo i partecipanti.</p>
<p>liberamente tradotto dal giornale <a href="http://www.elpais.com/global/">El Pais</a>, edizione del 23 febbraio a cura di Rosa Rivas inviata a Santiago de Compostela.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>ABBINAMENTI IM-POSSIBILI</title>
		<link>http://enotriawine.simplicissimus.it/2010/02/23/abbinamenti-im-possibili/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 19:45:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[

Tre bollicine:
Prosecco di Valdobbiadene Docg, Franciacorta Saten e Champagne
in abbinamenti che sembrano quasi impossibili.
L’extra Dry del Prosecco con porcini e lardo, la setosità del Saten,
marchio registrato in Franciacorta, con improbabili caprini delle Crete e
salmone e per finire il filettino di maiale farcito di carciofi e foie gras, possono
sembrare di primo acchito abbinamenti azzardati.
Ma fidatevi, ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center">
<p><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/bollicine1.jpg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/bollicine1-300x195.jpg" alt="" title="bollicine1" width="300" height="195" class="aligncenter size-medium wp-image-787" /></a></p>
<p>Tre bollicine:<br />
Prosecco di Valdobbiadene Docg, Franciacorta Saten e Champagne<br />
in abbinamenti che sembrano quasi impossibili.<br />
L’extra Dry del Prosecco con porcini e lardo, la setosità del Saten,<br />
marchio registrato in Franciacorta, con improbabili caprini delle Crete e<br />
salmone e per finire il filettino di maiale farcito di carciofi e foie gras, possono<br />
sembrare di primo acchito abbinamenti azzardati.<br />
Ma fidatevi, ci sta’ benissimo</p>
<p>Venerdì 26 Febbraio<br />
ore 20,30</p>
<p>A B B I N A M E N T I     I M P O S S I  B I L I</p>
<p><strong>FRANCIACORTA SATEN CONTADI CASTALDI</strong><br />
<em>Caprino morbido delle Crete avvolto in salmone</em></p>
<p><strong>PROSECCO DI VALDOBBIADENE DOCG EXTRA DRY LA TORDERA</strong><br />
<em>Risotto porcini e lardo d’Arnad</em></p>
<p><strong>CHAMPAGNE TRADITION BRUT GERARD BELIN A VALLE DE LA MARNE</strong><br />
<em>Filettino di porco farcito ai carciofi e foie gras fresco</em></p>
<p><strong>DEMI-SEC</strong><br />
<em>cialda con crema cotta e pere caramellate</em></p>
<p><em>e ricordate: non guidate che dovete bere!</em><br />
<strong>il programma completo <a href="http://www.enotriawine.it/ita/eventodelmese.html">qui</a></strong></p>
</div>
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		<title>LA VIA FRANCIGENA</title>
		<link>http://enotriawine.simplicissimus.it/2010/02/16/la-via-francigena/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
600 chilometri da Canterbury, attraverso Dover, CalaiS, per poi approdare a Reims, Besançon e Losanna. Qui dovevano attraversare le Alpi: Moncenisio o San Bernardo. E poi giù per Pavia e Parma e Pontremoli superato l’ostacolo delle Alpi Apuane.
E ancora Aulla, Lucca, Porcari, San Gimignano, Colle, Siena, Bolsena, Viterbo, Sutri e infine Roma.
Il simbolo del pellegrinaggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/Via_Francigena.jpg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/Via_Francigena.jpg" alt="" title="Via_Francigena" width="397" height="374" class="aligncenter size-full wp-image-780" /></a></p>
<p>600 chilometri da Canterbury, attraverso Dover, CalaiS, per poi approdare a Reims, Besançon e Losanna. Qui dovevano attraversare le Alpi: Moncenisio o San Bernardo. E poi giù per Pavia e Parma e Pontremoli superato l’ostacolo delle Alpi Apuane.<br />
E ancora Aulla, Lucca, Porcari, San Gimignano, Colle, Siena, Bolsena, Viterbo, Sutri e infine Roma.<br />
Il simbolo del pellegrinaggio, come per El Camino Real la conchiglia, è una chiave.<br />
l primo a fare il percorso della Via Francigena fù l’Arcivescovo di Canterbury Sigerico che impiegò ben 79 giorni,<br />
venti chilometri di media!, per ricevere l’investitura dal Papa.<br />
E durante queste tappe i pellegrini si fermavano a dormire e a mangiare. Siamo nel Medio Evo, cucine povere,<br />
incluso per l’Arcivescovo. Focacce, cipolle, carne secca, formaggi. Ma anche soste in osterie lungo il percorso.<br />
O in case private, dove in cambio del racconto del pellegrinaggio si otteneva vitto e alloggio.<br />
E di ricette scambiate e scritte quelle più interessanti.<br />
Le tre mete, Gerusalemme, Santiago e Roma hanno creato negli anni scambi di ricette e migrazioni di piante,tra cui la vite.<br />
Sapete che non lontando da Firenze si coltiva lo spagnolissimoTempranillo?</p>
<p>GIOVEDI’ 18 Febbraio<br />
ore 20,30</p>
<p>FRITTINI DELLA LUNIGIANA E<br />
MAROCCA DI CASOLA CON CACIOTTA DI VACCA<br />
Tempranillo Pietro Beconcini di San Miniato</p>
<p>RISO ARROSTITO DELLA LOMELLINA<br />
Francigeno dell’Oltrepò pavese</p>
<p>COSTOLETTE DI AGNELLO E ABBACCHIO INFORNATO DI SUTRI<br />
CON FAGIOLI REGINA DI SUTRI<br />
Cabernet Franc di Cerveteri</p>
<p>LA TORTA DI CASTAGNE E FARRO DI MAESTRO MARTINO<br />
vinosanto di Toscana
</p></div>
<p>il programma completo <a href="http://www.enotriawine.it/ita/eventodelmese.html">qui</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>PEPERONCINO</title>
		<link>http://enotriawine.simplicissimus.it/2010/02/12/peperoncino-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 18:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[1]]></category>
		<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;attesa dell&#8217;incontro di stasera con i Peperoncini, penso che tra tutte le cose che mi sono capitate di leggere questa è la piu bella. dice Dr. S. Giovese da Bologna, che ci racconta:
Per un’estate più piccante
la storia del peperoncino
del Dr. S. Giovese
Tra i più disparati e pittoreschi nomi dialettali del peperoncino (diavulicchiu, cerasella, peparussi, pipazzu) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;attesa dell&#8217;incontro di stasera con i Peperoncini, penso che tra tutte le cose che mi sono capitate di leggere questa è la piu bella. dice Dr. S. Giovese da Bologna, che ci racconta:</p>
<p>Per un’estate più piccante<br />
la storia del peperoncino</p>
<p>del Dr. S. Giovese</p>
<p>Tra i più disparati e pittoreschi nomi dialettali del peperoncino (diavulicchiu, cerasella, peparussi, pipazzu) ce n’è uno in particolare che ci suggerisce qualche curiosa speculazione logica.</p>
<p>E’ l’arcaica espressione abruzzese pepedigne che riannoda tutta la storia di questa simpatica pianticella.</p>
<p>Essa non è altro che la contrazione assonante e fonetica di pepe d’India: la pianta che nel Cinquecento arrivava in Europa via mare riscuotendo un successo clamoroso specialmente tra le fasce povere della popolazione.</p>
<p>Infatti, a differenza delle altre spezie che costavano moltissimo e non attecchivano a motivo del nostro clima, il piccolo peperone non costava quasi nulla e bastava piantarne qualche seme per vederlo crescere rigoglioso più o meno dovunque. La &#8220;spezia&#8221; dei poveri, dunque, si impose fin dal momento del suo arrivo al grande consumo ed entrò subito a far parte di molti condimenti che sono in seguito arrivati fino alle nostre tavole. Ma il pepe d’India da dove veniva? Se non stupisce che a metà del 1500 Pierandrea Mattioli, medico e naturalista, lo chiamasse in questo modo, ci colpisce però la pervicace cocciutaggine di Domenico Vigna che 1625 parla ancora di pepe erbaceo d’India. Tutte voci fuorvianti messe in giro da un certo signor Nicolò Monardes che un paio di generazioni avanti aveva scritto un trattato &#8220;sulle cose pertinenti all’uso della medicina che vengono portate dalle indie occidentali&#8221;: per far tornare i conti l’India, che India non era, fu addirittura occidentalizzata! Ovviamente il peperoncino veniva dall’America appena scoperta ufficialmente da Colombo, dove faceva parte della dieta e delle tradizioni delle popolazioni indigene già da più di cinquemila anni. <a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/images.jpeg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/images.jpeg" alt="" title="images" width="103" height="132" class="alignright size-full wp-image-777" /></a><br />
Siccome nelle Americhe già prima di lui ci andavano un po’ tutti, anche se non potevano andare a raccontarlo in giro rischiando la scomunica della Chiesa (che a quei tempi era una cosa terribilmente seria), le merci avevano già cominciato a spostarsi quasi per volontà propria e con esse anche molte specie botaniche che erano arrivate agevolmente sia in Asia che in Africa &#8220;per vie diverse da quelle dei bianchi&#8221;. Si spiega in questo modo l’esistenza del pepe di Cajenna e della paprika che si affacciano alle cronache quasi contemporaneamente in luoghi così distanti e diversi tra loro. Nei cinque secoli che sono seguiti il peperoncino ha letteralmente conquistato il mondo intero. Alcuni anni orsono il professor Giovanni Ballarini dell’Università di Parma sosteneva, che dopo il sale marino, è il condimento più diffuso nel mondo. Un grande gastronomo come Vincenzo Bonassisi ha affermato che &#8220;il peperoncino può stare divinamente su qualsiasi sugo, in qualsiasi intingolo&#8221;. In effetti è la base di tutte le salse e i condimenti piccanti più conosciuti del mondo. Lo troviamo nel curry (che non è una sostanza unica come qualcuno crede, ma un blended di aromi, spezie e droghe diverso a seconda delle zone d’origine), nel tabasco (peperoncino, aceto, sale ed altre componenti secondarie), nel ketchup originale e nella famosa worcester sauce di cui, anche se non si conosce di preciso la ricetta, si sa comunque che tra gli ingredienti necessari alla sua realizzazione entrano aceto, soia, melassa, acciughe salate, aglio, cipolla e naturalmente molto peperoncino. Tutti pazzi per il peperoncino, quindi, che oltre alle sue indubbie doti di esaltatore di sapidità racchiude anche il segreto e il fascino di molte piante della sua famiglia.</p>
<p>Una famiglia strana che comprende quasi un centinaio di generi e più di duemila specie. Una famiglia che più che alla forma e ai colori bada ai contenuti: gli alcaloidi. Non spaventatevi e non chiamate la polizia se vi dico che gli alcaloidi sono composti azotati complessi che si trovano negli acidi organici di molte piante e che i più chiacchierati tra loro si chiamano nicotina, atropina, morfina, papaverina ed eroina. La solanina, l’alcaloide che dà il nome a tutte le solanacee e che nell’uomo produce nausea, vertigini, cefalea e stato di prostrazione, si trova principalmente in una pianticella erbacea molto diffusa e pericolosetta, ma anche nei comuni germogli di patata. Anche il pomodoro e le melanzane appartengono alla famiglia delle solanacee, come molte piante ornamentali quali la petunia e la datura (chiamata anche strammonio o erba diavola). Nel medioevo succedevano cose da matti con le pozioni ed i decotti che si ottenevano dalla macerazione, dall’estrazione e dalla distillazione di queste piante; quasi tutte le pozioni magiche più accreditate contenevano i principi attivi delle solanacee. Per gli sconvolti e gli indiavolati dell’epoca qualche volta andava bene e qualche altra meno: invece dell’antidroga arrivava l’inquisitore o l’esorcista e la faccenda poteva anche concludersi con un bel falò sulla pubblica piazza.</p>
<p>Ma torniamo al nostro peperoncino. Adesso che sappiamo che è parente stretto della melanzana, della petunia e dell’erba diavola cominciamo a spiegarci il suo fascino. Il suo vero nome nella classificazione sistematica di Linneo è capsicum annuum.</p>
<p>Non si sa bene se l’illustre botanico al momento del battesimo avesse in mente la forma del frutto (scatola, in latino capsa, che racchiude i semi) o il suo effetto sulle papille gustative (mordere, dal greco kapto, con chiaro riferimento al piccante); sta di fatto che lo divise successivamente, a seconda della morfologia, nelle varietà più diffuse. Se varia la forma e in qualche caso il colore, non varia comunque mai il principio attivo: la capsaicina. Considerato tonico per il sistema nervoso centrale, questo alcaloide è artefice del piccante, ma anche vasodilatatore efficace e stimolante per l’apparato digerente. Checché ne dicano alcuni miei più seriosi e stimati colleghi, è mia intima convinzione che il peperoncino sia giunto a Bologna in dosi massive negli anni sessanta al seguito di studenti fuori sede provenienti dal Meridione.</p>
<p>Veniva inizialmente usato di notte, specialmente durante le occupazioni dell’ateneo, perchè a &#8220;cuocere due spaghetti ci vuole un attimo&#8221;. Il resto è storia: uscito dall’università lui, il capsico, in pochi anni si prese la città.<br />
&#8212;-</p>
<p>tratto da <a href="http://www.dalcero.com/">Dr. S. Giovese</a></p>
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		<title>COLUMBIA CREST Cabernet Sauvignon Columbia Valley Reserve 2005</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 18:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Che dico]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande richiesta per questo vino!
Le poche bottiglie che sono arrivate sono restate 24 ore in enoteca, prese di assalto
dai nostri clienti.
Potete provare anche qui
Speriamo di riaverle al più presto. Vi faremo sapere attraverso queste pagine.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/shop-lg.jpg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/shop-lg.jpg" alt="" title="shop-lg" width="240" height="375" class="alignleft size-full wp-image-772" /></a>Grande richiesta per questo vino!<br />
Le poche bottiglie che sono arrivate sono restate 24 ore in enoteca, prese di assalto<br />
dai nostri clienti.<br />
Potete provare anche <a href="http://www.columbiacrest.com/buyWine/shopOnline/">qui</a><br />
Speriamo di riaverle al più presto. Vi faremo sapere attraverso queste pagine.</p>
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		<title>PEPERONCINO!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 13:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Degustazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Peperoncino
venerdi 12 febbraio
ore 20,30
antiossidante, ricco di vitamina C, antidolorifico, indicato nelle malattie da raffreddamento il Capsicum,
pianta  che appartiene alla famiglia delle Solanacee, come la patata, non finisce mai di stupirci
per le sue caratteristiche
Antico condimento già usato già 9000 anni fa’ nel centro America,
arriva in Europa attraverso gli scopritori spagnoli.
Ammagliati dalla scoperta di quella che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/350px-Charleston_Hot_peppers_white_background.jpg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/350px-Charleston_Hot_peppers_white_background.jpg" alt="" title="350px-Charleston_Hot_peppers_white_background" width="350" height="350" class="aligncenter size-full wp-image-767" /></a><br />
Peperoncino</p>
<p>venerdi 12 febbraio<br />
ore 20,30</p>
<p>antiossidante, ricco di vitamina C, antidolorifico, indicato nelle malattie da raffreddamento il Capsicum,<br />
pianta  che appartiene alla famiglia delle Solanacee, come la patata, non finisce mai di stupirci<br />
per le sue caratteristiche<br />
Antico condimento già usato già 9000 anni fa’ nel centro America,<br />
arriva in Europa attraverso gli scopritori spagnoli.<br />
Ammagliati dalla scoperta di quella che credevano una “spezia”, ben presto<br />
l’attenzione verso questo frutto cambiò. Niente importazione.<br />
Il Capsicum nasceva dappertutto e di conseguenza niente business.<br />
Pero andò a rinforzare le diete povere dando gusto e “calore”.<br />
E vicino a noi tra la California e Bibbona, Rita Salvadori<br />
coltiva con metodi biodinamici e<br />
trasforma diverse varietà di Peperoncino,<br />
che stasera gusteremo,<br />
in modi diversi</p>
<p>Mr. P E P E R O N C I N O</p>
<p>Amouse-bouche<br />
allo yogurt naturale del Mugello con Erotico di Peperita<br />
Insalatina di patate trentine prezzemolate e AJI<br />
1, 2, 3, degustazione guidata al CAPSICUM BACCATUM<br />
focaccia con polvere di cayenna </p>
<p>Risottino sperimentale al MASSI’</p>
<p>Spezzato di Grigio del Casentino a piacere e piccantezza in crescendo<br />
Habanero Chocolate<br />
Habanero Fatali<br />
Naga Yellow<br />
Naga Morich</p>
<p>millefoglie al cioccolato Criollo con Habanero e mielato di Erotico</p>
<p>I vini:<br />
 Prosecco di Valdobbiadene<br />
Vermentino di Bolgheri<br />
Le Praielle rosso<br />
Aleatico della Val di Cornia
</p></div>
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		<title>MISTERIOSO CABERNET SAUVIGNON</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 11:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Che dico]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ il vitigno più famoso e coltivato nel mondo. Tracce di cabernet sauvignon si riscontrano in archivi di aziende vinicole bordolesi: a Chateau Mouton e Chateau d’Armailhac nel XVII secolo già registrano una varietà conosciuta a quei tempi come Petit Bidure o Vidure, sinonimo di Vigne Dure ossia Vigna Dura o forte alludendo alla durezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/WWWW.jpeg"><img src="http://enotriawine.simplicissimus.it/files/2010/02/WWWW.jpeg" alt="" title="WWWW" width="83" height="78" class="alignright size-full wp-image-764" /></a>E’ il vitigno più famoso e coltivato nel mondo. Tracce di cabernet sauvignon si riscontrano in archivi di aziende vinicole bordolesi: a Chateau Mouton e Chateau d’Armailhac nel XVII secolo già registrano una varietà conosciuta a quei tempi come Petit Bidure o Vidure, sinonimo di Vigne Dure ossia Vigna Dura o forte alludendo alla durezza dei suoi tralci.<br />
Ma la sua storia si ferma qui. Anzi inizia qui. Non è come tutti pensavamo una varietà definita, ma bensì l’incrocio, udite, udite, spontaneo tra le viti di Sauvignon Blanc e Cabernet Franc!<br />
La Prof., Carole Meredith della Univerity of California at Davis, durante una ricerca sul DNA dello Zinfandel e di altri 51 genotipi vinicoli, ha fatto una scoperta incredibile: la relazione tra Cabernet Franc e Sauvignon Blanc i “genitori” del Cabernet Sauvignon. Qualche sospetto sulla parentela del Sauvignon con il Franc c’era. Ma pensare addirittura che il Sauvignon sia il risultato di un incrocio naturale tra Blanc e Franc è stato veramente una sorpresa. Ecco forse svelato anche il none: Sauvignon dalla parola selvaggio in francese, ad indicare la nascita per l’incrocio spontaneo, non più di 500 anni fà.</p>
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