FIESTA
Bellissima serata venerdì 18.
I piatti che Gilda ci ha proposto sono stati veramente speciali, come i vini che gli accompagnavano.
Molto particolare lo Chardonnay reserva di Viu Manent. Bottiglia borgognotta, tappo a vite (per una riserva!) ma il vino è fantastico.
Dai vigneti di Casablanca le viti di chardonnay hanno mediamente 15 anni. Le brezze che arrivano dal Pacifico, asciugano e rinfrescano le viti. Temperature moderate, con giorni ben caldi e notti abbastanza fresche. La vendemmia è iniziata a metà aprile del 2008. Una prima fermentazione a freddo per 24 ore, per estrarre gli aromi e i sapori dall’uva. Dopo si passa a soffici rimontaggi per due giorni e per gravità il vino viene trasferito in barriqie francesi, 33% nuove e il restante di vari passaggi. Affinato per più di sei mesi, il vino resta “sur lies” con continui battonage. Poi il vino matura in legno per altri cinque mesi.Che fanno 11! A un naso molto complesso, con note di pesca, mango e mandorle tostate. All’assaggio spiccano le note minerali, speziate. In bocca è fruttato,di pera e banana quanto basta, si affacciano piccole note di miele e erbe aromatiche, con un fresco finale e lunga persistenza dove finalemetne si affaccia anche il legno. Accompagnava un salpicon, insalata di vari vegetali servita con pesce arrosto freddo e l’Alino, una caratteristica vinagrette.
Breve viaggio da Casablanca alla Valle de Colchagua per trovare Casa Silva. Di questa azienda chilena stasera gusteremo il Petit Verdot, prodotto con uve provenienti dai vigneti Los Lingues e Lolol. Come dire: un doppio cru!. Le uve vengono selezionate e raccolte a mano e subiscono una seconda cernita sul tavolo in cantina, per poi rimanere in pre-fermentazione a temperatura di 6° per 6 giorni.
La fermentazione alcolica si prolunga per ben 17 giorni in acciaio, a temperature tra 25° e 30°. Seguono 15 giorni di riposo sulle bucce, per poi avviarsi alle barrique. Il vino a questo punto viene diviso: due terzi riposerà in barrique nuove per 11 mesi e restante resta in barrique di secondo passaggio per 9 mesi. Il risultato? Un vino rubino profondo, con riflessi blu. Fresco al naso con note di frutti di bosco e cannella. Potente al gusto, setoso, morbido con tannini molto delicati e una armonia tra acidità e corposità eccelente. Un finale lunghissimo a fatto si di abbinarlo al Pastel de Choclo, una preparazione dove il granturco viene cotto nel latte.
Poi in una terrina a strati si monta: El Pino, la carne macinata grossolanamente e “adobada” cioè condita con erbe aromatiche, cipolla, cumino. Poi tocca al pollo. Le parti meno nobili vengono arrostite con tutti i condimenti. Quando sono fredde si separano dalle ossa e si sminuzza la carne. E in cima a questi tre strati di ingredienti si spolvera di zucchero di canna e via in forno a cuocere, con cinque minuti finali di salamandra per gratinare. Com’era? Che ve lo dico a fa’!
Eravamo curiosi di ri-assagiare il Malbech reserva, finalista al Oscar Internazionali del Vino.
Prodotto a San Carlos, vicino a Cunaco a Colchagua, da viti di 20,30 anni. Più o meno stesse condizioni climatiche che per lo Chardonnay reserva. Vendemmia verso la fine di Aprile, con prima selezione in vigna e raccolta a mano. Otto giorni dopo la pressatura, dove le uve rimangono a temperatura controllata, vengono aggiunti i lieviti e si dà inizio alla fermentazione in acciaio con temperature intorno ai 28° e con due rimontaggi giornalieri. La malolaticca si è conclusa in legno, in maggior parte di rovere francese e una piccola parte di rovere americano, dove resta per circa 10 mesi. Piccola filtrazione e il vino viene imbottigliato. La sorpresa è stata grande. Cioccolato, caffè, ciliegie, frutta passita si alternano ogni volta che avviciniamo il naso al bicchiere. Al gusto le note di cuoio e catrame accompagnano i morbidi tannini per portano ad un finale lunghissimo.
Servito con gli Anticuchos, piccoli spiedini di carne di maiale e pollo, con peperoni, una salsa per accompagnale, Il chancho de piedra e patate dolci arrostite. Ecco, sulla crosticina della patata arrostita, quel caramellato della patata esaltava il Malbech!
Finale con Leche Asada, un parente sudamericano del nostro latte alla portoghese che accompagnava il Semillon 2008 Botrytis. Sempre dalle vigne intorno a San Carlos le uve provengono da vigneti impiantati a meta del secolo scorso. Le uve di Semillòn sono raccolte a metà maggio, alla misura di 38°Brix.
Il Brix è la misura che determina la quantità di sostanze solide disciolte in un liquido. Dunque le uve avevano 38 grammi di zucchero e 62 di liquido per chicco!!, e erano attaccate dalla muffa per più del 90%. Il mosto viene decantato per 48 ore in acciaio. Poi passa alla fermentazione con aggiunta di lieviti selezionati in barrique, per dopo riposare 5 mesi in rovere francese, di secondo e terzo passaggio.
Dorato brillante, profuma di limone, ginepro e frutta glassata. Al gusto si riscontrano note di miele, pesche, noci tostate. La freschezza e la giusto di acidità donano un bella struttura e persistenza.
Ergo, cucina eccellente ottimi vini bella gente. Yuri Marin, el chileno, che ci ha raccontato all’inizio della serata la storia e le abitudini di questo bellissimo paese. Lorenzo Panzani invece seguito la degustazione dei vini. E io? mi sono goduto la serata!!
CHE VIVA CHILE!!
rigrazio per la collaborazione:
Yuri Marin www.exploringchile.com
Lorenzo Panzani http://www.vinicileni.it/
Gilda www.enotriawine.it




Petit Verdot…
Your post on Enotria on wine ” Blog Archive ” FIESTA was interesting….
Scritto da Petit Verdot, il 19 gennaio, 2010 at 03:33