Enotria on wine

Mestiere per piacere

13 maggio 2009

MEGLIO TARDI, CHE MAI

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Non me ne voglia Francesco Zonin. Ma finalmente liberi da impegni extra-lavoro sono riuscito a prendermi la bottiglia di Altamura dalla cantina dove riposava in attesa di essere gustata.
A Firenze si dice “arrivare dopo i fochi”, ma ai fochi manca ancora un pò, perciò condivido con voi le impressioni di questo vino.
Abbiamo ricevuto la bella bottiglia di Primitivo di Manduria, in una bella confezione da spedizione.
Domenica, in tutta calma, con Gilda abbiamo aperto l’Altemura di Altemura 2006, Primitivo di Manduria prodotto a Masseria Altemura.
Siamo golosi di Primitivo, complici i nostri amici pugliesi che ci hanno introdotto a suo tempo, alla conoscenza diretta di questo meraviglioso vitigno.
L’Altemura appena versato si fa’ notare per la sua concentrazione di colore, bello, che ci fa venire in mente subito il caldo della terra e della popolazione della Apluvia, la terra senza pioggia, tant’è che da ragazzi avevano coniato il termine, scimmiottando una nota canzone a stelle e strisce “Never rain in southern Apulia”!
Prendiamo il calice, la curiosità a questo punto è tanta. Il naso conferma i ricordi e si riempie di amarene, piccoli frutti, il sentore che associamo alla amarenella che Mamma Mina preparava per Natale. A più riprese respiriamo il vino fino a che sopraggiungono le spezie e le note dell’affinamento in piccole botti.
Ma ora dobbiamo assaggiarlo. Denso, morbido quel tanto in più per dirci che il vino è giovane. E poi note balsamiche e un finale di cioccolato.
I tannini si percepiscono spingendo la lunga persistenza del vino.
Bell’esperienza l’Altemura. Noi abbiamo continuato a godercelo con mozzarella passita, salame di Nero Dauno e del pane quasi pugliese.
Conclusioni: evidentemente ci troviamo davanti a un Primitivo interpretato in chiave moderna, dove la morbidezza e l’alcolicità giocano un ruolo determinante ma senza alterare o modificare quelle che sono le caratteristiche di base del vitigno. Non dimentichiamo che fino a poco tempo fa’ i Primitivi gradavano 15 e anche 16°!
Sicuramente i puristi trarranno ispirazione per critiche.
Ma il mercato è talmente vasto e i gusti così personali che penso che un vino così fatto trovi il gradimento di una grande fascia di estimatori.
Alla fine ci siamo guardati con soddisfazione e abbiamo finito il vino tra chicchere e ricordi pugliesi. Anche questo fa’ un buon vino.
Ringrazio Francesco Zonin per averci fatto partecipi al panel test dell’Altemura.

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2 Commenti a “MEGLIO TARDI, CHE MAI”

  1. [...] Maurizio, Enotria on wine [...]

  2. eh… amazing

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